giovedì, maggio 26, 2005

 

Cari amici,

oggi è una giornata un po' funesta...è morta Pallina, la bellissima gattina di Laura. Si è spenta non molto serenamente, ha sofferto, vittima della cattiveria della gente che ha pensato bene di avvelenare il piattino dove spesso andava a mangiare quando era a spasso.  E' incredibile come le persone riescano a fare del male in modo così spontaneo e gratuito, senza mai pensare le conseguenze o altro..lo fanno e basta, e ne vanno fieri.

C'è da dire, intanto, che vittima principale di quest'atto terroristico (io lo considero tale) è stato un vicino di casa di Laura e della sua meravigliosa famiglia, il quale non è ben visto da tutta la comunità di S.Biase,piccola frazione di Guardiagrele in provincia di Chieti; oggetto di scherno da parte di quella gente che non ha un cazzo da fare dalla mattina alla sera a parte prendere in giro quel personaggio. Non sa nessuno (tranne i colpevoli, ovviamente) cosa hanno messo in quel piattino ma l'unica cosa certa è che gli hanno ammazzato un bellissimo husky che, sarà anche un po' rompicoglioni, ma era sempre legato (almeno io l'ho visto sempre legato).

Purtroppo ci è capitata anche la dolce Pallina, simpatica girovaga e nomade. Si è spenta lasciando un vuoto immenso, un profondo baratro lungo 10 anni che difficilmente si colmerà. Certo, si tornerà alla vita di ogni giorno ma non sarà più come prima..neanche per me, giacchè la adoravo quella simpatica canaglia.

Perdonate il post funesto ma c'era il bisogno di ricordarla..almeno a modo mio che la conoscevo da poco.

Un saluto equo

giacomo

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mercoledì, maggio 25, 2005

 

Napoli, 25.05.2005


Heylà compagno,


che bello rileggerti, mi eri mancato molto..dov'eri finito? Ah, già..lavoro, lavoro, lavoro! Non me ne parlare, caro amico mio, perchè è un periodo abbastanza duro anche per me; oramai a parte pochi momenti di respiro, non riesco neanche io più a dedicarmi alle cose care, a parte ovviamente alla mia dolce Laura.

Sai, non appena ho letto la tua lettera alcune lacrime sono uscite da questo volto giovane e un po' stanco (sono da stamane davanti al pc x lavoro); non me l'aspettavo o, per meglio dire, non ora. Come penso tu sappia, sto attraversando un periodo meraviglioso e a tratti nervoso per via di questa lontananza che non sta facendo altro che alimentare tristezza nei nostri cuori. Un periodo fatto di telefonate anche nervose, scaturite qualche volta dalla gelosia per una visita di Annalisa (te la ricordi, vero?) e per la lontananza, per un amore che sta crescendo in un modo meraviglioso e inaspettato.

Utilizzo questo aggettivo per un semplice motivo; nessuno dei due immaginava che a distanza di cinque mesi il nostro amore sia diventato così bello, così vero e spero così infinito. Spesso mi rendo conto di non riuscire mai a fare ciò che realmente vorrei; starle continuamente accanto, tranquillizzarla,amarla, coccolarla, farle sentire la mia presenza, costante. Ma ora non è possibile e pur essendo a conoscenza di questo piccolo problema, spesso cadiamo in crisi di pianto, e non riusciamo a smetterla. E poi sto male quando la sento piangere, mi arrabbio come uno stupido perchè vorrei che non si sentisse così male, vorrei che riuscisse a superare queste difficoltà e a non pensarci; così come sto provando a fare io, mi distraggo, cerco di impegnarmi per evitare di pensare a questo lato scuro del nostro rapporto. Non capire male, io sto male quando sono nel mio privato, a casa mia, magari mentre ascolto un disco oppure sono lì parlare con qualche amico di lei..mi sento triste quando, alla domanda:<<come va con Laura?>>, io non posso girarmi verso lei e darle un bacio,una carezza, uno sguardo d'intesa. Io mi auguro soltanto che tutto questo finirà presto, che un giorno finalmente potremo entrare nella nostra casa, arredarla,viverla e magari creare una bella famiglia, con un figlio. Chissà! Intanto dobbiamo aspettare, con calma e tenerci la mano..come si dice, se son rose, fioriranno. Ma dico io, se sono girasoli non va bene? Va beh..una mia masturbazione mentale.

Ma passiamo alla tua lettera..certo che ricordo quando ci siamo conosciuti, da allora non faccio più a meno di te;un rapporto idilliaco che vorrei tanto non finisse mai. Ovviamente dipende da entrambi, come qualsiasi rapporto umano, che sia di amicizia, di lavoro o d'amore. Scrivo poco? Ammetto che hai ragione, parte della colpa va attribuita sicuramente a questi pc, a questa tecnologia dilagante. Ma, giacchè voglio bene sia te che il mio hp, cerco sempre di dedicarvi la stessa attenzione, anche se vince ancora l'hp perchè lo utilizzo tutto il giorno per lavoro ed è diventata un'abitudine. Ma cercherò di riparare e ribaltare la situazone..ok?

Sono felice, caro compagno e sai perchè? Perchè rivedrò la mia principessa venerdì e non vedo l'ora..due settimane di assenza fanno veramente male e non farò altro che riempirla di coccole e di attenzioni, che sono mancate durante questo periodo.

Va beh..ora ti lascio con un forte abbraccio equo e ci leggiamo alla prox.


Tuo giacomo


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Napoli, 24.05.2005
Caro Giacomo,

è un po' di tempo che non ti rispondo e ti chiedo scusa, non ho avuto proprio tempo di far nulla che avesse a che fare con le cose care; che ci vuoi fare?Succede sempre così quando si deve lavorare tutti i giorni. Ma ora sono qui e ti dedicherò tutto il mio tempo, ok? Allora, come te la passi? Spero alla grande. E con Laura, va bene? Aaah, che cosa bella l'amore..a volte vorrei tanto provarla anche io ma non ho mai trovato nessuna agenda che provasse piacere a stare con me. Ma non importa, in fondo ho milioni di affezionati in tutto il mondo che, in un modo o nell'altro, mi tengono sempre con loro, parte integrante delle loro vite, delle loro avventure.  Sai, a pensarci bene, non ricordo neanche quando ci siamo visti per la prima volta e per qualche motivo mi comprasti. Tu lo ricordi?  Se ricordo bene, ci vedemmo in quella libreria a S.Brigida, vero? Eri lì per piacere, per comprare qualche libro e chiedesti un quaderno simpatico dove poter scrivere i tuoi appunti o altro; e così la commessa del negozio, Anna, ti consigliò di prendere me...che bel momento che fu quello; l'attimo in cui mi tenesti nelle mani per la prima volta, la cura che avevi nello sfogliare le pagine, la passione che scorreva nelle tue vene mentre leggevi la mia storia, lì, in quella tasca a soffietto. E poi la mia di gioia quando esclamasti:”La prendo”.  Ero felice e deciso a comportarmi bene, e così è stato e non puoi negarlo. In tutti questi anni non ti ho mai tradito, e a parte qualche pagina (che si conta sulle dita della mano), non mi è mai capitato nulla; una cosa che devo riconoscerti è il bene che mi hai dimostrato nonostante i tuoi continui amori, le tue passioni, le tue delusioni. Invece tu devi attribuirmi il merito di essere stata sempre lì, all'attenti quando la tua penna volava veloce e convinta e arrabbiata e delusa e innamorata e triste sulle mie pagine, sulla mia pelle.
Allora, lo ricordo bene? Eeheheh! Ora stai scrivendo di meno..come mai? Ah, questi computer stanno ammazzando la bellezza, lo stile, la simpatia di scrivere a mano, di scrivere di proprio pugno, di leggere e di capire lo stato d'animo dell'autore in quel momento.
Se devo giudicare la tua scrittura avrei bisogno di un po' di tempo, ma soltanto per un semplice motivo: lo stato d'animo. Da quando ti conosco hai sempre avuto una scrittura molto precisa, lineare, molto carina e molto leggibile a parte, ovviamente, certi momenti e certe situazioni (in viaggio,per esempio)  dove praticamente si aveva bisogno di un buon interprete per decifrare quella specie di geroglifici che mi avevi stampato sulla pelle. EHEHEH!
Va beh..ora devo andare, caro amico mio, ma ci scriveremo presto.

Tua moleskine

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martedì, maggio 24, 2005

 

Star Wars - Ep. III

20/05/2005 - Spettacolo assoluto ne La vendetta dei Sith, capitolo conclusivo della saga diretta da George Lucas



Padme Amidala

Incubi premonitori ossessionano il cavaliere Jedi Anakin Skywalker (Hayden Christensen): la sua amata Padmé (Natalie Portman), da poco incinta, potrebbe perdere la vita. Per impedirlo, Anakin si farà corrompere dal Cancelliere Palpatine (Ian McDiarmid) - finalmente rivelatosi nella sua reale natura di Darth Sidious, signore dei Sith e futuro dittatore dell’Impero Galattico - lasciandosi ammaliare dal lato oscuro della Forza: la speranza di acquisire il potere per salvare Padmé lo allontanerà dal destino che gli era stato assegnato dalle profezie, quello di assicurare la pace in tutta la galassia.
Quasi trent’anni fa,
George Lucas reinventò il cinema. Oggi, portando a compimento la saga che ha segnato, più di ogni altra cosa,  l’immaginario collettivo a livello planetario, lo stesso Lucas raggiunge vette di spettacolarizzazione assolute: Star Wars - Episodio III, di gran lunga superiore rispetto ai due precedenti capitoli, trova il suo maggior punto di forza nell’equilibrio stilistico/narrativo, nell’esplosione continua di luci e suoni, nella componente drammatica, mai così epica come in questo episodio, prologo conclusivo e al contempo risolutivo: la trasformazione che porterà il valoroso Anakin ad indossare le ombrose vesti del malvagio Darth Vader (che rifiutiamo di chiamare Lord Fener, come ancora accade nell’adattamento italiano)  è sofferta, motivata da un desiderio interiore incrollabile, quello di scongiurare la morte della sua donna. Alcune sequenze da antologia - la battaglia spaziale dei primi 20’, il duello fra il maestro Obi-Wan Kenobi (Ewan McGregor) e l’allievo corrotto Skywalker sulle pendici laviche dell’Etna (scene che, fra l’altro, si vocifera siano state realizzate da Spielberg, da sempre amico di Lucas) - e un velo di catastrofismo politico, quanto mai attinente alle vicende del secolo appena trascorso e pericolosamente attuale (“E’ così che muore la libertà: sotto applausi scroscianti”, dirà Padmé in seguito alla conquista del Senato da parte di Darth Sidious), conducono lo spettatore a farsi partecipe di un crescendo emozionale significativo: il parto gemellare e la morte di Padmé, l’applicazione della maschera nera e il primo respiro di Darth Vader, la separazione e la consegna a due differenti famiglie dei neonati Luke e Leia, i due soli di Tatooine all’orizzonte chiuderanno e riapriranno il cerchio della saga. Il futuro, la rivolta contro l’Impero, è già stato scritto: per raggiungerlo basterà tornare al 1977.

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Sul set con Lo Cascio

23/05/2005 - L'attore parla in anteprima di Mare buio e La bestia nel cuore. E dice: "Il prossimo film sarà in Sicilia"

Luigi Lo Cascio


Tra cinema e teatro Luigi Lo Cascio si muove benissimo. In questi giorni il regista attore siciliano, lanciato sul grande schermo da Marco Tullio Giordana nei Cento passi, ha presentato a Prato in prima nazionale il suo spettacolo teatrale Nella tana, un monologo complesso da lui scritto, diretto e interpretato, prendendo spunto dall'omonimo racconto di Franz Kafka, "uno dei miei scrittori preferiti insieme a Dostoevskij" dice. Per Lo Cascio è un periodo denso d'impegni anche cinematografici: ha da poco ultimato le riprese di due film, con Cristina Comenicini (che lo ha già diretto in Il più bel giorno della mia vita) e Roberta Torre, entrambi in predicato per la Mostra del Cinema di Venezia, e si appresta a girarne un altro in estate ancora top secret. Lo abbiamo incontrato a margine della prima di Nella Tana.

Ci racconta qualcosa di Mare buio?

E' un film sull'universo maschile e sul desiderio. Vesto i panni di un commissario di polizia che indaga sull'omicidio di una giovane donna che viene ritrovata morta in circostanze misteriose. Nel corso delle indagini, entro in contatto con ambienti strani, un po' loschi, dove scopro aspetti del mondo femminile a cui non avevo mai pensato e che mi disorientano e sconvolgono. Questo turbamento influisce molto sulla mia vita privata, in particolare sul rapporto con la mia donna, che è interpretata da Anna Mouglalis. Verso di lei sviluppo una forte gelosia, che si trasforma in  ossessione.

In La bestina nel cuore che ruolo interpreta?
Sono Daniele, il fratello di Giovanna Mezzogiorno, sono un professore di greco che vive da anni in Usa. Il film inizia con Giovanna che fa un sogno in cui torna con la memoria a quando era una bambina e viveva con me in famiglia. Turbata decide di venire a trovarmi in America per ricostruire insieme il significato del sogno e un po' tutta la sua infanzia. E' un film corale e tra gli altri interpreti ci sono anche Alessio Boni, Donatella Finocchiaro e Stefania Rocca.

E per il futuro?
A luglio e agosto dovrei girare un film drammatico ambientato in Sicilia. Non è ancora definitivo, quindi per ora preferisco non aggiungere altro.

Cosa l'ha spinta in questo momento della tua carriera a tornare al teatro?
Mi piace leggere e scrivere, quando la vena mi accompagna, e quindi voglio coltivare questa passione che mi permette di lavorare su me stesso come autore e di mettere a punto le mie idee e i miei progetti. Cosa che nel cinema non sempre è possibile realizzare. Del raconto di Kafka mi  ha attratto la complessa architettura del pensiero del protagonista. Accade tutto nel presente e ciò permette di convocare immediatamente chi ascolta nello stesso luogo di chi parla, la tana appunto, che è dimora e ossessione nel contempo. E poi l'ho scelto perché è un discorso rivolto a se stessi che esclude l'altro. Da questo punto di vista è un testo anticomunicativo. Rappresentarlo è stata anche una sfida.

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Sshh..la mia principessa dorme...

....sono seduto accanto a questo pc e,nonostante in parte lo odi (forse perchè lo vedo troppo per lavoro!), riesco anche ad amarlo perchè mi ha dato la possibilità di conoscere la persona che in questo momento e da 5 mesi non fa altro che amarmi e starmi vicino. Stare vicini..due parole che noi cerchiamo di imparare e conoscere meglio sotto ogni aspetto, giacchè la distanza non ci permette di essere sempre l'uno accanto all'altra..come fare? Mah..l'unica cosa è di aspettare, pazientemente, tenendosi la mano e continuando a vivere e gioire e amare e soffrire (ahimè)..in modo che un giorno potremmo finalmente trovare la nostra pace.

Sto male quando la vedo piangere..e cosa posso fare? Niente! Certo, posso consolarla, dirle in continuazione di nn piangere, di non reagire in questo modo ma non ci riesco..e non posso certo darle torto nè tantomeno sgridarla se piange..eppure lo faccio anche io, e lo facciamo tutti..non è così? E sono proprio quei momenti in cui io mi sento un po' inutile, inerme davanti ad una cosa un po' difficile da risolvere, specie quando non siamo vicini. Ma io non mi arrendo, nè tantomeno lo farò in futuro..le starò vicino e farò di tutto per amarla e difenderla e proteggerla, anche a costo della mia vita. No, amici..non sono frasi da film..è così! L'amore è anche questo..mica è sempre facile, sempre rose e fiori?

Ora vado a dormire...buonanotte!

giacomo

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lunedì, maggio 23, 2005

 

Ecuador - 23.5.2005

Per sopravvivere

Un portavoce degli Shuar in Italia per denunciare il rischio estinzione del suo popolo

Il popolo Shuar vive nelle zone a ridosso del confine fra Ecuador e Perù e si confronta tutti i giorni con la necessità di sopravvivere, fra minacce da parte dell'esercito e  duri scontri con le multinazionali del petrolio che danneggiano loro e la natura che li circonda. Unkum Chiriap, ecuadoriano, vive nella selva amazzonica al confine con il Perù. Ha quaranta anni, da sempre si batte per la sua gente. Oggi è il rappresentante della Tsentak Survival Foundation, una fondazione che si occupa proprio della sopravvivenza delle popolazioni a rischio.
 
Qual è la situazione attuale della popolazione Shuar in questo momento storico?
"A partire dal 1995, anno dell’ultimo conflitto contro il Perù, ci sono stati alcuni cambiamenti soprattutto sotto l’aspetto economico, politico, sociale e psicologico al confine con la frontiera amazzonica. Ci siamo scontrati con le idee neoliberiste proposte dal governo statale. Ci siamo scontrati anche con la dollarizzazione che ha avuto un impatto traumatico sulla comunità indigena andina e specialmente la nostra che vive a ridosso della foresta amazzonica. Ultimamente è anche cambiato il Presidente della Repubblica, soprattutto grazie alle feroci proteste sociali, scelta che per noi però non rappresenta una valida alternativa. Nel corso degli anni abbiamo cambiato molti governi senza ottenere risultati. Sono stati i soliti amministratori che hanno saccheggiato il Paese. Anche l’ultimo governo di Gutierrez non ha mantenuto le promesse, facendo veramente poco per la regione amazzonica. Evidentemente non aveva programmato, nella sua agenda politica, un piano per la zona di frontiera."
 
E’ cambiato qualcosa all’interno della comunità Shuar dal 1995 a oggi?
"Si, è cambiato molto. Soprattutto per l’intervento delle compagnie petrolifere che hanno generato dei conflitti sociali nelle comunità. Noi Shuar siamo molto preoccupati. Non vogliamo vivere come hanno vissuto i nostri fratelli indigeni delle regioni del nord, con soprusi da parte del governo che ha approvato più volte l’intervento dell’esercito, violando i diritti dei nostri rappresentanti e delle nostre donne.  Vogliamo portare il mondo a conoscenza della nostra situazione. Noi Shuar abbiamo diritto alla vita. Per millenni le nostre popolazioni hanno vissuto in armonia con la natura, nel rispetto di madre terra e del suo spirito.  Ora siamo qui in Italia per far conoscere la nostra storia. Solo così facendo possiamo far prendere coscienza alle imprese multinazionali di quello che siamo e della storia millenaria che rappresentiamo."
 
Cosa fate come organizzazione indigena per porre freno a tutto questo?
"Noi siamo la base della comunità. Ci proponiamo come alternativa e chiediamo che la comunità possa essere indipendente e avere un'economia autonoma."
 
Quali sono i problemi che avete con le compagnie petrolifere?
"Il problema principale è quello ambientale, come la contaminazione dell’aria e delle falde acquifere. Vi sono stati negli anni passati degli incidenti che hanno causato gravi danni alla popolazione e una grande moria di animali della foresta. Una vera e propria distruzione della biodiversità della zona. Il governo non vuole farsi carico dei problemi che l’inquinamento comporta e che affliggono la popolazione indigena di questa parte dell’Ecuador, specialmente per quanto riguarda le malattie delle donne, dei nostri anziani e dei nostri bambini, che dal momento in cui sono arrivate le compagnie petrolifere hanno iniziato ad avere patologie alle vie respiratorie, tumori e aborti. L’impatto dell’inquinamento ambientale è stato tremendo. Ma non sono solo state le compagnie petrolifere a causare ingenti danni alla natura e alle popolazioni che nella natura vivono. Ci sono anche le compagnie del legno che disboscano la foresta, che per noi è un supermercato all’interno del quale c’è la nostra sopravvivenza."
 
Cosa può fare il mondo per portare aiuto alla vostra popolazione? le zone amazzoniche
"L’aiuto che si può dare al nostro popolo deve essere un aiuto diretto alla comunità. Ad esempio sostenendone i progetti come quelli ecoturistici, ampliando la possibilità di avere un’istruzione per tutti, sostenendo i progetti di formazione artigianale, e cercando contatti diretti senza l’intervento di mediatori. Fare una alleanza che sia vera e interessata al reale sviluppo delle nostre comunità."
 
Dunque possiamo dire che gli "scontri frontali" avvengono solo con le forze di sicurezza pubbliche?
"Effettivamente non ci sono stati scontri diretti con l’esercito che abbiano portato alla militarizzazione della regione. Non è le montagne e i campesinos dell'ecuador, una vita diversa rispetto alle comunità Shuarpossibile che vi sia un conflitto fra fratelli come quello avvenuto nella guerra con il Perù, quando gli Shuar sono stati costretti a combattersi perchè abitavano in due paesi differenti.
E se ci dovessero essere gravi problemi con le multinazionali siamo disposti a versare altro sangue, perché siamo l’unica popolazione indigena che nella sua storia millenaria si è opposta e ha combattuto contro la colonizzazione degli spagnoli.  Abbiamo l’esempio di tre morti che la nostra comunità ha avuto nella zona petrolifera per difendere il nostro territorio. Non so se avremo mai giustizia. Il 7 maggio scorso è stato il terzo anniversario della vittoria dell'ingiustizia. Quanto dovremmo aspettare per mandare in carcere i responsabili di questi reati?"
 
Si sono verificati casi di desplaciamientos nella regione del Rio Pastaza dove vivete?
"Non vorrei esagerare ma ci sono stati pochissimi casi di desplazados. Fra l’altro la esiste una legge che proibisce lo spostamento coatto delle popolazioni indigene dal loro territorio ed è punibile dal tribunale. Però si stanno creando casi di immigrazione da una regione all’altra dell’Ecuador. Per risolvere tutto questo, il governo non deve usare minacce o mettere in campo forze militari, ma aprire un discorso serio sull'autonomia del nostro popolo."
 
Perché la popolazione Shuar viene considerata una delle più pericolose dell’America Latina?
"Come ho detto in precedenza, noi Shaur siamo stati il popolo che maggiormente ha resistito e combattuto contro il colonizzatore spagnolo. Gli Shuar hanno preso la forza dalla natura, non abbiamo bisogno di studiare per poi andare a scontrarci con la cosiddetta globalizzazione che ci troviamo addosso. Non abbiamo bisogno nemmeno di antropologi e psicologi che ci spieghino come siamo fatti. Sono millenni che viviamo in mezzo alla natura e da essa traiamo forza interiore, per lo spirito e per la mente."

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Costa d'Avorio - 23.5.2005

Scomparso nel nulla

Un giornalista scomparso. Di cui non si parla

Guy-Andre KiefferDi lui non si hanno più notizie dal 16 aprile 2004, quando fu visto nei pressi del parcheggio di un supermercato di Abidjan.
A più di un anno dalla sua scomparsa, la sorte di Guy-André Kieffer, reporter freelance franco-canadese, continua ad essere avvolta da un alone di mistero e sospetti che arrivano a lambire i piani alti della politica ivoriana.
 
Argomenti pericolosi. 54 anni, una lunga carriera di giornalista per diversi giornali francesi, Kieffer si divideva tra Parigi, dove vivono la moglie e la figlia, e la Costa d’Avorio funestata da una guerra civile cominciata nel settembre del 2002 e di fatto ancora in corso, nonostante i nuovi tentativi di dialogo tra governo e ribelli del nord. Nell’ex colonia francese Kieffer aveva trattato vari argomenti ‘scottanti’: lo smercio d’armi, il business delle piantagioni di cacao, di cui il Paese è primo produttore al mondo e la corruzione di alcuni ufficiali.
Mappa della Costa d'AvorioIl presidente sotto accusa. L’ultima persona ad aver visto Kieffer è un certo Michel Legré, imparentato con la moglie del presidente Laurent Gbagbo. In custodia cautelare dal maggio dell’anno scorso, Legré avrebbe dichiarato al giudice che nella scomparsa di Kieffer sarebbero coinvolti lo stesso presidente e una serie di persone vicine a lui in affari. Tuttavia, secondo alcuni giornalisti intervistati dall’organizzazione Committee to Protect Journalists (Cpj), le indagini andrebbero a rilento proprio perché Francia e Costa d’Avorio, già ai ferri corti per varie questioni, tra cui la presunta implicazione di Parigi negli affari politici ed economici ivoriani, non vogliono intaccare le proprie relazioni diplomatiche. E allo stesso tempo non si ha molta chiarezza sulla figura dello stesso Kieffer: il reporter in Costa d’Avorio aveva anche un giro d’affari che, alternato ai pesanti articoli che scriveva, potrebbe avergli procurato qualche nemico.
 
Ribelli della Costa d'AvorioLa scarsa mobilitazione. La sua scomparsa ha dato vita a un comitato, Vérité pour Guy-André Kieffer, presieduto dalla sua ex collega e amica Aline Richard, giornalista del giornale economico La Tribune, che da oltre un anno si batte affinché venga scoperta la verità sul caso-Kieffer.
Secondo la Richard, il motivo per cui in patria per il reporter franco-canadese non c’è stata la stessa mobilitazione che per i giornalisti Christian Chesnot (Radio France) e Georges Malbrunot (Le Figaro), rapiti e poi liberati in Iraq, e Florence Aubenas (Liberation), ancora nelle mani dei rapitori, sta nel fatto che Kieffer fosse un giornalista freelance.
E che, forse,  si occupava di una guerra di serie B, come quella della Costa d’Avorio.
Oltre a lui sono venti i giornalisti che risultano tutt’ora scomparsi, dal Libano all’Algeria, passando per Ruanda, Congo, Egitto e Cecenia.

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Situazione incandescente

Cristiano Morsolin, giornalista minacciato a Bogotà, racconta la Colombia oggi

Militari colombiani In Colombia la situazione rimane incadescente. A raccontarci cosa stia realmente accadendo nel Paese sudamericano martoriato da quaranta anni di conflitto è Cristiano Morsolin, cooperante e giornalista italiano, che è stato costretto a fuggire da Bogotà perché minacciato di morte.
 
L'antecedente. Da alcuni mesi in Colombia per lavorare come cooperante in vari progetti di ong, Morsolin aveva denunciato la strage compiuta dai militari nella comunità di pace San Josè de Apartadó, contribuendo così a mobilitare l'attenzione dell'opinione pubblica internazionale sul caso.
Un'azione di denuncia che gli ha attirato contro le ire dei responsabili dell'eccidio, i quali non hanno perso tempo: con lettere minatorie e pedinamenti lo hanno costretto ad abbandonare la città, il Paese.
 
Non arrendersi al silenzio. E' il silenzio il primo connivente, il primo complice del massacro che sta avvenendo nel Paese andino da decenni, del sangue delle migliaia e migliaia di vittime versato per gli scontri fra guerriglieri e paramilitari appoggiati dall'esercito. E contro il silenzio, Morsolin continua a raccontare quanto siano in pericolo i colombiani.
"Per il Presidente della Repubblica non succede niente a livello di ordine sociale e considera nemici della sua rielezione, nemici della patria e dello sviluppo della nazione, coloro che si sono inventati la guerra. Per il Presidente Uribe, i massacri, gli assassinati, i desplazados, le massiccie violazioni dei diritti umani sono fatti meramente fortuiti, casi isolati che in nessun modo hanno un significato politico" ha spiegato il giornalista, citando quanto espresso da Luis Evelis Andrade Casama, Presidente dell’Organizzazione Nazionale degli indigeni della Colombia, che non si stanca di ricordare la resistenza e la politica di pace delle comunità indigene per fronteggiare un conflitto che Uribe non vuole riconoscere.
 
Alvaro Uribe, presidente della ColombiaDenunciare. "Continuano anche le azioni di terrore dello Stato contro la comunità di pace di San Josè de Apartado, e non solo" denuncia. "Il gesuita Javier Giraldo, da tempo minacciato di morte per il suo impegno perché coordinatore della ong ecclesiale Giustizia e Pace impegnata anche in azioni di denuncia, ha scritto una dura lettera al presidente Uribe per far cessare la disumana catena di crimini di lesa umanità perpetrati da agenti dello Stato colombiano. Questo è l'atteggiamento giusto. Dobbiamo continuare così. Dobbiamo cercare di alimentare la mobilitazione internazionale che si è mossa dopo le minacce che ho subito perchè figure come Padre Javier Giraldo e Gloria Cuartas, sindaco di San Josè, restano là e continuano ad essere nel mirino, bersagli del potere arrogante di una democrazia fittizia che criminalizza i difensori dei diritti umani, i movimenti popolari, i sindacalisti. Ora le minacce sono dirette anche contro il collettivo di avvocati “Restrepo” e la sua Presidente Soraya Gutierrez Arguiello".
 
Elicotteri militari Usa atterrano in ColombiaSenza paura. "Ricordo le forti parole di Soraya Gutierrez. In Democrazia o impunidad dell'aprile 2005 ha puntualizzato come il paramilitarismo sia un fenomeno militare, sociale, economico e politico che sta cresendo a dismisura negli ultimi anni, grazie anche alla connivenza di Stato e esercito”. I gruppi paramilitari combattono contro le Forze armate rivoluzionarie colombiane e contro l'Esercito di liberazione nazionale ormai da quaranta anni. Ultimamente, però, sono riusciti a cacciare i guerriglieri da importanti zone del paese, proprio grazie all'appoggio dell'esercito. In molte delle aree in cui adesso spadroneggiano hanno rivoluzionato le relazioni con la popolazione. Hanno, infatti, annullato ogni forma di opposizione democratica messa in atto dalla società civile, non rispettando la scelta di molti villaggi di diventare "comunità di pace", neutrali al conflitto, super partes sia rispetto ai guerriglieri che ai paramilitari. Seguendo il principio o "con noi o contro di noi", hanno dunque avviato il tragico fenomeno del desplazamento forzato, costringendo migliaia di persone a lasciare le proprie terre. Questo li ha portati a poter controllare immense distese di terre, ricche e fertili e a poterne dispensare a proprio piacimento, con la connivenza dello Stato. Di conseguenza hanno potuto contribuire a lasciare il via libera ai grandi progetti agro-industriali. Per questo i paramilitari sono appoggiati da ampi settori d'impresa, e no solo. Possono contare su commercianti, istituzioni di sicurezza dello Stato, forze militari e di polizia, rappresentanti del potere giudiziario e governi locali e regionali e godono di una significativa rappresentanza nel parlamento colombiano e di una profonda affinità con l’attuale amministrazione statale".
 
L'altra voce degli Usa. Questa complicità che unisce Stato e paramilitari è stata analizzata e denunciata anche dalle principali Ong statunitensi come Wola, Lawgef, Cip che hanno presentato un interessante rapporto sui cinque anni del Plan Colombia, in occasione della visita di Condoleza Rice in Colombia a fine aprile. Adam Isacson del Center for International Policy di Washington (tra i massimi esperti al mondo di narcotraffico e di Colombia) mi ha scritto per esprimere la sua solidarietà nei miei confronti, per inviarmi uno scottante rapporto e confermarmi il loro impegno e indignazione nei confronti del massacro di San Josè de Apartado del 20 febbraio scorso.
Una strage che ha inquietato numerosi senatori democratici, i quali hanno messo fortemente in discussione il Plan Colombia che in sei anni (2000-2005) ha sborsato 4.000 milioni di dollari. Queste le sue parole: anche se la crisi in Colombia è urgente, gli USA devono cambiare le priorità. Invece di aiutare le forze militari della Colombia ad occupare il territorio, dobbiamo appoggiare i dirigenti eletti in Colombia affinché rafforzino lo Stato di Diritto e promuovano uno sviluppo più equo, governando per il bene di tutti”.

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domenica, maggio 22, 2005

 

23 aprile 2005 - 28 maggio 2005 - ore 11:00
Genova (GE)
Piazza Matteotti Palazzo Ducale [feriali dalle 11.00 alle 19.30 - festivi dalle 11.00 alle 23.00]
FIERA
Fiera di Primavera del Commercio Equo e Solidale
Anche per questa primavera la Bottega Solidale allestisce la tradizionale fiera del commercio equo e solidale con tantissimi prodotti made in Dignity provenienti da piccoli produttori del Sud del Mondo. Mobili, giocattoli, strumenti musicali, articoli per la casa e liste nozze, abbigliamento, gioie e cosmesi naturale. Tra le novità la linea ecologica in bambù. Non mancano naturalmente i prodotti in foglie di banano e legno jacaranda del progetto "Amahoro, artigiani di pace in Rwanda".
La fiera sarà inaugurata da una sfilata di abiti fair trade.

Per informazioni:

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angolo di soffitta

SONO FELICE!!!!! GRAZIE LAURA


Il vento cambia..e spesso porta novità e belle emozioni..ora le sto vivendo..il caro vento mi ha fatto incontrare LAURA. GRAZIE VENTO!





Un nuovo oggetto in soffitta:il vostro!
Lasciatelo nella mailbox della mia memoria



 

Il baule della mia personalità

Nome: Giacomo

Data di nascita:31/10/81

Occhi: color nocciola
Capelli: castano-chiaro
Segni Particolari:cicatrice sulla sopracciglia destra(giochi da bambini)
Tatuaggio:se mio padre non mi minacciasse con l'estradizione(ehehe), vorrei un girasole sulla caviglia sinistra.
Piercing: mi piacerebbe..sopracciglia destra
Titolo di studio: Diploma Liceo Linguistico

Professione: Programmatore web
Profumo: Iceberg(quasi tutti)
Cibo prefertio: ITALIANO!
Fiore preferito: Girasole
Animale: OLIVER(il mio cocker spaniel)..praticamente quasi tutti(tranne le cavallette..bleh!)..
Attori preferiti: Sean Connery, Julia Roberts, Drew Barrimore,
Will Smith, George Clooney, Michelle Pfifer,Al Pacino, Robert De Niro..etc.....
Canzone preferita: Vado a periodi..ma in questo periodo "Stare bene a metà"(Pino Daniele)
Gruppo Preferito: Dire Straits & Eric Clapton(ascolto di tutto tranne house & derivati)
Pittore preferito?: Caravaggio, Picasso, Van Gogh, Keith Haring, Matisse..
Poeta: Montale, Shakespeare, Emily Dickinson
Libro: "Due di due(A. De Carlo)", "Oceanomare(A.Baricco)","Narciso & Boccadoro(H.Hesse)","Il testamento di un poeta ebreo assassinato(E.Wiesel)","Il vecchio e il mare(H.Hemingway)"+ tutte le opere di O.Wilde,"Il piccolo principe(A.de SaintExupèry)","L'Amico ritrovato(F.Uhlman)",+ tutti di Banana Yoshimoto e Daniel Pennac.
Film: La Meglio Gioventu' L'attimo fuggente,Ritorno al futuro(tutti e 3), Star Wars..& much more.

Numero preferito: 7
Bevi?: Qualche birra con gli amici e vino(solo ai grandi eventi) e qualche liquore..limoncello
Fumi? Assolutamnte NO
Sentimento migliore:Amore (in tutte le sue sfaccettature)
Sentimento peggiore: Ipocrisia
Sei geloso? Non tantissimo...solo se me ne danno l'occasione!
Storia piu lunga: 2 anni (nella quale ho dato tutto me stesso..ma è finita un po'male!)
Storia che vorrei vivere fino alla fine dei miei giorni: LAURA!!!!
Futuro nome di tua figlia e figlio: Giulia, Ilaria,Chiara e Martina..Matteo, Alessio, Francesco.

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"Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde."(A.Baricco-Castelli di rabbia)



"L'acqua che passa tra i lunghi capelli veste il tuo viso di una pelle di parole lo sguardo è un canto e il tuo corpo un fiume che attraversa la città chiudendo le porte all'oblio salutato dagli uccelli vivi usctiti dalla mia bocca di poemi e di petali."(Tahar Ben Jelloun-Stelle velate-poesie 1966/1995)



"Il Sorriso"
-William Blake-
C'è un Sorriso d'Amore,
e c'è un Sorriso d'Inganno,
e c'è un Sorriso dei Sorrisi
in cui questi due Sorrisi si incontrano.
E c'è uno Sguardo d'Odio,
E c'è uno Sguardo di Disprezzo,
e c'è uno Sguardo degli Sguardi,
che tentate di scordare in vano;
perché si pianta nel profondo del Cuore,
e si pianta nel profondo della Schiena,
e nessun Sorriso che mai fu Sorriso,
ma un solo Sorriso soltanto,
che fra la Culla & la Tomba
si può Sorridere soltanto una volta;
ma, quando è Sorriso una volta,



"Se io potrò impedire"
-Emily Dickinson-
Se io potrò impedire
a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano-
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena-
o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano.



"Forse è che la vita
alle volte, ti gira in
in un modo che non c'è
proprio più niente da dire"
(A.Baricco-Seta)



"ALLA VITA"
(Nazim Hikmet)
La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.
La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero della vita.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.



"To find the true love

it takes a long time.

Time,patience and good luck;

but the day that you found it,

you are forever happy."

(Emily Dickinson)



"Superstiti"
(Raf- Pinelli - Papi)

Senza incontrare mai gli sguardi
parliamo a lungo dei tuoi sbagli
di storie in cui hai creduto
e foto che poi hai strappato
e di ferite aperte, di parole sempre le stesse,
dette ma svuotate, perciò dimenticate

Sai che c’è, c’è che prima o poi
ti accorgerai che,
ioS sono quello che hai voluto,
che da sempre hai cercato

Sono qui e adesso son venuto a prenderti
sono qui se non mi riconosci guardami
mi amavi già, lo capirai, non finirà mai
in una specie estinta noi,
unici due superstiti

Sai non voglio, non pretendo
cose che non mi vuoi dare
non so dire frasi fatte
per un letto da disfare che
poi non ti è rimasto niente,
é solo che io ero già nel tuo futuro,
nel passato nel presente

Sono qui per farti credere ai miracoli
sono qui per sovvertire i pronostici
l’amore è una marea, come distrugge crea
e tu non puoi respingermi,
lo sanno anche gli angeli

Sono qui e adesso son venuto a prenderti
sono qui se non mi riconosci guardami
mi amavi già, ora lo sai, non finirà mai
di una specie estinta noi,
unici due superstiti.

 



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