“Bolle di sapone”
(G.Ambrosino)
Stamane, mentre facevo la doccia, mi son trovato circondato da una decina di bolle di sapone le quali, protette da chissà quale magia, salivano lentamente verso il mio volto.
Sono rimasto ad osservarle, e penso che abbiano fatto la stessa cosa, soprattutto quando si sono incrociate con i miei occhi, bagnati, luminosi, puliti. Come davanti ad uno specchio ho visto me nella loro lucentezza, nel loro splendore; ognuna di esse proiettava un immagine diversa di me, rappresentato in stati diversi della mia vita. Ad un certo punto ne sono scoppiate 6, lasciando così alle restanti 4 l’arduo compito di mettermi al confronto con la mia vita.
Nella prima c’era la mia fanciullezza, la mia infanzia, lì vestito con il grembiule dell’Istituto Montessori; fotografie di attimi che spesso varrebbe la pena rivivere per gustarsela nuovamente in modo da abbandonare un po’ la vita di oggi.
Nella seconda ero al liceo, in mezzo alle manifestazioni studentesche, alle occupazioni e alle figuracce e non davanti ai prof e ai miei compagni; le liti con papà, le mazzate che ho preso, le cazzate con gli amici, i primi amori, le conseguenti delusioni; l’impegno ricreativo e sociale attraverso il teatro, gli amici e tanto altro.
Nella terza il mio desiderio di riscatto, le giornate passate a studiare per riprendermi ciò che mi era stato negato dalla mia stupidità e dalla mia svogliatezza, l’impegno sociale attivo con WWF. Emergency, il commercio equo, istantanee di un periodo pieno di amore, di soddisfazione, di lotta e conquista dei miei spazi, di quegli ideali che mi hanno accompagnato nell’area maturità. Il desiderio di amore che era vivo e voleva esplodere, come una supernova, emergere come un artista; le delusioni, la tristezza, le serate trascorse a piangere, a disperarmi e a far disperare; il mio ingresso nel mondo del lavoro, la realizzazione di alcuni sogni, i primi viaggi da solo. Accompagnato però dalla paura e dalla preoccupazione dei miei genitori e dall’entusiasmo di amici e fratelli e sorelle.
Nel frattempo l’acqua scorreva sul mio corpo a volte fredda, talvolta tiepida e le bolle che andavano via, mentre solo una restava lì, quasi attaccata a me.
Nell’ultima bolla era difficile vedere il contenuto, a parte qualche piccola istantanea, qualche breve frame di una clip che deve essere ancora completata, girata. Vedevo ciò che sto provando a costruire, un castello di occasioni ancora da visitare, un volo ancora da prendere, dei frutti ancora da maturare. Sono i miei sogni, i miei progetti, le mie future e possibili fonti di soddisfazioni.
All’improvviso vedo l’immagine di Laura, sorride; cerco di sfiorarla, la bolla si scosta e fugge via. Resto lì, immobile, fisso a guardare un punto vuoto, l’acqua continua a scivolare sul mio volto, chiudo gli occhi, mi strofino e li riapro. E penso, sarà stato un sogno oppure un piccolo segno per farmi capire, ancora una volta, che bisogna inseguire i propri sogni in modo da provare a realizzarli cosicché dar vita ad una nuova bolla di sapone, custode della nostra vita, fatta interamente di sogni, avverati e non.
Fine
mercoledì, luglio 27, 2005
Beh, Alberto è mio cugino ed è una delle persone più buone del mondo e la vita, il destino se lo son portati via... Perdonatemi se vi ho fatto leggere questa cosa ma vi considero persone a me care, tutti inquilini di questa soffitta che in questi due giorni ha tremato dal dolore.
Ciao amici bloggers,
è un po' di tempo che non vi scrivo ma non ne ho avuto proprio tempo ma spero di rifarmi presto. Sinceramente avrei una lettera da farvi leggere, una lettera al movimento pacifista..spero vi piaccia, ma non sarà oggi, perchè ciò che leggerete poche righe sotto mi riguardano, personalmente. Una faccenda che mi sta distruggendo l'anima..buona lettura!
Mercoledì 27 Luglio 2005
Stazionarie le condizioni del sottufficiale di Malcesine ferito in un incidente
Sono appese a un filo le speranze per il carabiniere motociclista
Sono stazionarie, ma appese a un filo le condizioni di Alberto Amodio, vicecomandante della stazione dei carabinieri di Malcesine, rimasto gravemente ferito in servizio l’altra mattina presto in un incidente stradale a Castelletto di Brenzone durante un controllo del territorio. Un servizio di quelli che aveva fatto decine di volte, soprattutto d’estate per prevenire i furti in abitazione sul lago di Garda.
Ieri c’è stata la spola di colleghi, familiari e amici in ospedale, ma i medici hanno dato davvero poche speranze che l’uomo possa farcela. Il trauma alla testa non gli ha mai fatto riprendere conoscienza. Anche ieri sono stati fatti ulteriori accertamenti, compreso l’elettroencefalogramma, che però non ha dato segnali positivi. E la speranza sta lasciando il posto alla rassegnazione.
Amodoio, che da quattro anni è in servizio a Malcesine, viaggiava in moto dietro a un collega, anche lui in moto e per cause in corso d’accertamento i due mezzi si sono toccati. Forse il collega che precedeva Amodio ha frenato e lui, che non si aspettava l’ostacolo non ha fatto a tempo a frenare a sua volta, a evitare quell’ostacolo inaspettato.
La sua ruota s’è bloccata sotto la moto dell’amico e collega. La moto ha fatto da catapulta sbalzando Amodio a terra.
Il maresciallo ha battuto violentemente il capo a terra e il casco non è servito a difenderlo in maniera sufficiente.
Il capitano di Caprino, Carmelo Graci, ieri è stato in ospedale sia al mattino che nel pomeriggio per verificare che vi fossero miglioramenti. Sconsolato ha ammesso che le speranze di farcela per il suo sottufficiale sono pochissime.
Tutta Malcesine è in apprensione per le sorti del giovane, che ha trent’anni, una moglie e un bambino di soli dieci mesi.
Così come sono preoccupati i suoi amici e colleghi che fanno la spola tra l’ospedale di Borgo Trento, in neurochirurgia e la sua abitazione, cercando di portare solidarietà alla moglie. Di farle sentire la vicinanza di tutta l’Arma veronese. I colleghi del maresciallo non hanno che belle parole per l’amico, che s’è sempre contraddistinto per la voglai di fare e per la dedizione al proprio lavoro. (a.v.)
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Italia - 30.6.2005
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San Fantino, Reggio Calabria, Afghanistan
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Un bambino di 11 anni muore, dilaniato da un ordigno inesploso
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San Fantino è un piccolo paese di contadini, a sud est di Reggio Calabria.
Tanto a sud est che dalla spiaggia di San Lorenzo a mare non si vede nemmeno più la costa siciliana.
Zona povera, zona di montagna. San Fantino è un grumo di case, di giardinetti, di orti.
La nonna di Angelo (il nome e il cognome di un minorenne, altro dettaglio afgano, sulle pagine di tutti i giornali) stava proprio zappando il suo orto.
La zappa tocca qualche cosa di duro, di metallico. Un cilindro. Strano, mai visto nulla del genere.
Angelo, ha undici anni e, come tutti gli undicenni, è curioso. Un oggetto di metallo a forma di cilindro trovato sottoterra, per lui come per tutti i bambini del mondo, è un tesoro.
Angelo se lo coccola, questo tesoro, lo stringe in grembo.
Ma dal tesoro, come in un fumetto di Dylan Dog, escono i fantasmi. I fantasmi della guerra.
Potente quanto basta. Sono fantasmi per nulla eterei. E' polvere esplosiva. Il cilindro, lì da chissà quanto tempo, torna vivo. Angelo invece muore. Il suo corpo dilaniato dall'esplosione di un pezzo bellico ancora non identificato. Un proiettile di contraerea, un innesco. Nulla di troppo potente: le case sono rimaste in piedi. Chissà.
Faranno l'autopsia, i medici. Cercheranno tracce, gli investigatori.
Per ora, tracce non ne sono state trovate. E Angelo Verduci, il giornalista del Quotidiano della Calabria che per primo ha raccolto la storia, racconta che "in quella zona non erano mai state fatte segnalazioni di ritrovamenti di armi che potessero ricondurre a malavita attuale. Semmai, residuati bellici. Non proprio in quel paese, ma in quella zona sì, ne sono stati trovati non pochi".
Era una zona di contraerea, quella fascia premontana del reggino.
E' una zona ad alto contenuto di malavita, il Reggino.
Ma sempre di guerra si tratta. E gli investigatori, non avendo trovato sul luogo alcuna traccia recente, a parte i segni neri lasciati dall'esplosione, pur non sbilanciandosi ufficialmente propendono per l'ipotesi dell'ordigno inesploso.
E l'Italia è per un giorno - meglio, per qualche ora - Afghanistan, Cambogia, Iraq, Cecenia. Posti dove, ogni giorno, centinaia di angeli smettono di crescere.
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Migranti: Pisanu attacca Amnesty sul rapporto Cpt
martedì, 21 giugno, 2005
Sui Centri di permanenza temporanea (Cpt) si è alzata un’accesa discussione dopo il rapporto di Amnesty International che riporta numerosi casi di abusi ai danni dei clandestini da parte di agenti con l’eccessivo uso di sedativi, pessime condizioni igieniche o cure mediche non soddisfacenti e ha criticato il Governo Berlusconi per la "scarsa trasparenza".
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| Erroneo - Cpt |
Pronta la risposta del ministro dell’Interno Pisanu che ha dichiarato: “Non è la prima volta che i dirigenti italiani di Amnesty International ricercano visibilità diffamando le istituzioni che hanno il dovere di contrastare l'immigrazione clandestina. Il ministro dell'Interno continuerà ad ignorare simili provocazioni - si legge ancora nella nota - stiamo parlando di questioni complesse che non si possono affastellare sulla base di un pregiudizio ideologico, ma si debbono affrontare con umanità, equilibrio e senso alto della responsabilità politica".
La Sezione Italiana di Amnesty International ha espresso il proprio rammarico. "Le espressioni usate dal ministro Pisanu trovano scarso riscontro nelle modalità con cui molti governi dell’Unione europea dialogano e discutono, spesso criticamente, con Amnesty International su un tema particolarmente complesso come quello dell’asilo. Inoltre, in riferimento alle dichiarazioni del ministro Pisanu secondo cui Amnesty International avrebbe avuto espressioni di “plauso alle azioni illegali compiute a danno del nostro paese dalla Cap Anamour”, l’organizzazione per i diritti umani chiede al ministro di dimostrare la presenza di simili espressioni in qualunque suo documento pubblico (dichiarazioni, rapporti, comunicati o altro). La Sezione Italiana di Amnesty International, infine, esprime la propria amarezza nell’apprendere che il ministro Pisanu continuerà “ad ignorare simili provocazioni”. Oggi stesso l’associazione per i diritti umani ha formalmente inoltrato al Viminale una nuova richiesta d’incontro.
Ma forse il ministro ha voluto rispondere anche ai governatori delle Regioni che il prossimo 11 luglio terranno a Bari un Forum contro i Cpt. Agazio Loiero, governatore della regione Calabria, ha accolto l’invito e rilanciato: “La legge Bossi-Fini non funziona. E’ ora di cambiarla, a cominciare dalla chiusura dei Cpt”, riferendosi anche al rispetto della fonte principale di ogni legge, la Costituzione, che all’art. 10 riconosce il diritto di asilo a tutti gli stranieri a cui in patria è impedito l’esercizio delle libertà democratiche. In queste ultime ore si è aggiunta anche la presa di posizione del presidente della regione Basilicata, Vito de Filippo, che ha affermato "Non è possibile rinchiudere dietro un recinto gente che arriva in Italia rischiando la morte, fuggendo da povertà, guerre e carestie, in cerca di una possibilità di vita". Insieme all’importante presa di posizione dei tre presidenti regionali arrivano anche le dichiarazioni ufficiali di sindacati di Polizia che, da Modena a Lecce, riconoscono il fallimento del sistema Cpt e sottolineano - quasi in risposta alle cifre del Ministro Pisanu sulla presenza degli immigrati nelle carceri - che “proprio la Bossi-Fini ha consegnato gli immigrati nelle mani della malavita”.
Al coro di proteste si è unita anche la Caritas, che ha reso nota la propria posizione su questo argomento in occasione del Convegno nazionale di Fiuggi (con evidenti critiche alla Bossi-Fini) sottolineando "la necessità di una progettualità sociale dell'accoglienza" e "la falsa illusione che il carcere possa essere strumento di prevenzione della microcriminalità", e invocando "il superamento del ricorso sistematico ai Cpt, come risposta unica al problema della clandestinità, annullando di fatto qualsiasi progetto di vita, che preveda condizioni più dignitose". A questo la Caritas aggiunge come proposta la revisione del sistema delle quote, nella consapevolezza che l’immigrato non è solo forza-lavoro, ma prima di tutto una persona alla quale vanno riconosciuti diritti fondamentali come la salute, la casa, la famiglia con la ricerca di forme sempre più allargate di partecipazione degli immigrati alla vita sociale e politica, nel rispetto delle loro culture.
Intanto il giudice di pace ha sospeso l’espulsione di Jihad Mohammad Issa in attesa del pronunciamento del tribunale ordinario, previsto per il prossimo 7 luglio, ma ha disposto che rimanga trattenuto nel Cpt romano di Ponte Galeria, dove è stato rinchiuso dopo aver scontato 20 anni di carcere nel nostro Paese. L’avvocato di Jihad, Maria Luisa D’Addabbo, è stata molto critica sulla decisione del giudice di pace, rilevando che comunque il problema resta la legge Bossi – Fini, che mantiene aperta la possibilità che il palestinese possa ancora essere espulso verso Paesi dove la sua stessa vita sarebbe a rischio, nonostante si trovi in Italia da vent’anni, abbia un lavoro e una residenza e non abbia mai mostrato di essere un pericolo per la nostra società. Per tutti questi motivi, è stata presentata la richiesta di asilo politico e verrà inviato un ricorso alla corte europea per i diritti umani di Strasburgo. A sostegno del caso di Jihad si sono mobilitate varie associazioni ed è possibile dimostrare solidarietà attraverso il Forum Palestina. [AT]
Altre fonti: Cento Movimenti |
Messico: voci sull'allarme rosso degli zapatisti
giovedì, 23 giugno, 2005
L'annuncio di allerta rossa emesso il 20 giugno dall'Esercito zapatista di liberazione nazionale (Ezln), nonostante le varie ragioni che potrebbero esserne il motivo, ha provocato una reazione di sorpresa simile a quella del 1° gennaio 1994, quando mentre il governo del Messico firmava l'accordo di libero scambio con Stati Uniti e Canada (NAFTA) che ha poi distrutto l'economia messicana e regalato profitti d'oro alle multinazionali, l'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale insorgeva in tutto il Chiapas, lanciando un messaggio di speranza non solo alle comunità native del paese ma a tutto il mondo.
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| Sub-commnder Marcos, Zapatista movement © Beto Del Sereno/In Motion Magazine / In Motion Magazine |
Nel comunicato rilanciato dal quotidiano messicano la Jornada si annuncia una mobilitazione generale dei "regolari" dell'Ezln, la clandestinità delle Giunte del buon governo che amministrano i municipi autonomi zapatisti e altre misure d'urgenza tra cui un'avviso ai cooperanti internazionali ad abbandonare le comunità indigene, o di rimanervi a loro rischio. Per Esther Ceceña, coordinatrice del Consiglio latinoamericano dei gruppi sociali "tutto lascia pensare ad una imminente offensiva dell'esercito federale messicano, che non ha mai allentato la presa sulla zona di conflitto in Chiapas".
In questi mesi l'esercito federale ha tracciato un accerchiamento intorno ai Montes Azules, la riserva della biosfera tanto contesa, con posizioni temporanee, facendo strade, facendo esempi di pattugliamento, simulazione e addestramento. La cancellazione dei conti bancari di Enlace Civil adducendo il "riciclaggio di denaro sporco" e l'operativo realizzato dalla Segreteria della Difesa per distruggere campi di coltivazione di marijuana in terre zapatiste indicano la costruzione di uno scenario dove di sicuro sorprende la complicità della Banca BBVA, nel collocare l'EZLN nella classificazione di gruppo narcoterrorista e "legittimare" l'applicazione di politiche antiterroriste, simili a quelle del Plan Colombia. Inoltre c'è da considerare la grande importanza che il Chiapas riveste in termini di risorse che non hanno potuto essere sfruttate a causa dell'insurrezione zapatista e la posizione geostrategica di questa regione che chiude il territorio dell'America del Nord e che occupa un posto privilegiato (il centro geografico) nei progetti del Corridoio Biologico Mesoamericano della Banca Mondiale e del Plan Puebla Panamá. Per rendere percorribile la possibile candidatura di sua moglie, il presidente Fox parla di privatizzazioni di petrolio, acqua ed elettricità.
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| Chiuso per allarme rosso - da yabasta.it |
Il Centro per i Diritti Umani Fray Bartolomé de Las Casas ha confermato che il Caracol di Oventik nella Zona Altos dello Stato del Chiapas è stato sgomberato. Ma per il Centro per i Diritti Umani è bene sottolineare che gli ultimi movimenti dell'esercito costituiscono il maggiore movimento militare dalla rimozione delle sette posizioni richiesta dall'Ezln nel 2001". Inoltre viene sottolineato il nesso tra la riattivazione dell'esercito messicano e il congelamento dei conti di Enlace Civil e la notizia sui mezzi di comunicazione dei funzionari di BBV-Bancomer di un possibile "riciclaggio di denaro sporco" nei conti dell'organizzazione. Per il momento la pagina di web del Fronte zapatista non è attiva e secondo informazioni locali, a San Cristobal ci sono linee telefoniche "che cadono". Davanti ai fatti descritti, il Centro per i Diritti Umani chiede al presidente del Messico Vicente Fox: la sospensione immediata dei movimenti militari dell'Esercito messicano e la ripresa dei canali politici, un'informazione pubblica e trasparente che spieghi l'avanzata dell'Esercito messicano". Alle parti in conflitto, il Centro chiede il rispetto assoluto del Diritto Internazionale Umanitario, in particolare la protezione della vita e l'integrità fisica della popolazione civile. Ai mezzi di comunicazione ed alla società civile nazionale ed internazionale, "di seguire da vicino gli avvenimenti in Chiapas nei prossimi giorni ed evitare le speculazioni attenendosi alle informazioni che forniranno gli attori".
In questi anni la lotta degli zapatisti ha acquistato un valore sostanziale e simbolico così elevato da raggiungere i paesi di tutta la Terra. Per questo l'organizzazione Asud parla di "internazionale della speranza" come unica arma da mettere in campo per fermare quella che avevano definito la "quarta guerra mondiale", quella decretata dal neoliberismo contro tutta l'umanità. La lotta degli zapatisti, le forme da loro utilizzate, i linguaggio, le pratiche e la loro analisi, sono state tra le più rilevanti negli ultimi anni. Forse la partita promessa dal presidente dell'Inter Moratti è gia iniziata. Dopo le parole scritte da Moratti in questo momento potrebbero seguire delle prese di posizione non solo di carattere sportivo. " Il calcio può essere uno strumento per raggiungere obiettivi importanti ma è già di per sé qualcosa che ci trasforma tutti in bambini e tutti uguali. Tutti sognatori" scriveva lo scorso 11 maggio Moratti che di un'Internazionale già fa parte. [AT]
Altre fonti: A Sud
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Finalmente sono tornati..ho ascoltato solo due pezzi..sono sempre irriducibili! Ma con tutto il rispetto, attenderò prima di acquistarlo..sapete, € 20.50 (mazzata musicale)!
Ascolta l'anteprima di Speed of Sound

Cari amici,
oggi ho pensato di lasciarvi questo regalo, sperando sia gradito. Nonostante il successo editoriale che sta avendo e che io non considero mai, voglio esortarvi a leggerlo perchè è molto bello, entusiasmante, pieno di suspence e di trovate editoriali simpatiche e indovinate (soprattutto perchè riguarda questo mondo misterioso qual'è la Chiesa).
Come previsto, non sono mancate le sbavature anche se possiamo parlare anche al singolare..per me l'unica nota negativa era la ripetizione di alcuni schemi letterali trovati anche nel suo precedente successo "Il Codice Da Vinci", all'inizio del romanzo alcune frasi erano simili ad altre presenti nell'altro libro. Va beh..fin quando copia da se stesso..che problema c'è? Pensate alla J.K.Rowling che sta campando sulle cose dette e già viste del suo enorme successo Harry Potter. Ho letto il primo romanzo..veramente simpatico..! Va beh..scusate se mi sono dilungato..cmq vi dedico questo libro. Ora più che mai è attuale date le posizioni della Chiesa.
Un abbraccio equo
moleskine
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Argentina - 20.6.2005
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Militanza della memoria
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Madri, nonne, ma anche figli di Plaza de Mayo, invitano a non rassegnarsi al crimine dell’oblio
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Scritto per noi da
Ludovica Jona
Vera Jarah, è una delle “Madri di Plaza de Mayo”. Nata a Milano, emigrata in Argentina dopo le leggi razziali, con la dittatura le è scomparsa una figlia. Per lungo tempo con parenti e amici ha sperato di rivederla. Solo 3 anni fa una testimonianza certa che la ragazza era stata gettata nell’Atlantico con i voli della morte: “E’ durata solo 3 settimane mia figlia nel carcere militare dell’ESMA, nuovi prigionieri erano arrivati e non c’era più posto” dice. Parla, determinata, dell’importanza fondamentale di questa sentenza italiana, della memoria perché mai più si ignori, si sia indifferenti, di fronte alla diffusione del crimine sistematico nella società. La sua voce è serena, anche se non sappiamo come abbia potuto sopravvivere a tanto, la forza pare dargliela questo nuovo spiraglio di giustizia che si è aperto a Roma.
Dante Gullo, di origini calabresi, è venuto in Italia per la prima volta in occasione del processo dei responsabili della morte della madre e del fratello: giovane leader della gioventù peronista nel 1976, era lui il vero obbiettivo del sequestro dei familiari. L’Italia è stato il primo Paese straniero che ha processato e dichiarato colpevoli alcuni militari argentini, con la sentenza del dicembre 2000 che condannò i generali Mason e Riveros all’ergastolo, e altri 5 militari a 26 anni di carcere, per l’uccisione di sette cittadini e il rapimento di un minore partorito in carcere, di origine italiana.
In questi giorni si è aperto a Roma un nuovo processo contro altri militari, per i fatti avvenuti nell’ESMA (Escuela de Mecánica de la Armada). Questa caserma della Marina militare sita nel centro di Buenos Aires, si distingue tra i circa 300 luoghi del terrore della dittatura argentina, in cui migliaia di giovani sono stati rinchiusi, torturati, narcotizzati, caricati su aerei e gettati nudi, ma ancora vivi nell’Atlantico (le cifre ufficiali parlano di 6/9000 persone ma per le associazioni la cifra reale è di 30.000 'desaparecidos'). In questo complesso militare di 19 ettari sono passate 5.500 persone delle quali 4.400 sono state uccise e buttate in mare con i “voli della morte”.
Nell’udienza preliminare del 25 maggio 2005 il PM F.Caporale ha richiesto rinvio a giudizio dinanzi alla Corte d’Assise di Roma, dei 5 militari Argentini responsabili della morte di Angela Ajeta e Giovanni e Susana Pecoraro, quest’ultima incinta all’epoca e la cui figlia è stata “adottata” subito dopo la nascita da un sottufficiale della Marina Argentina. Altri procedimenti rimangono in fase di istruttoria.
Nello stesso giorno il massimo Tribunale spagnolo ha deciso che l’ex marine argentino Adolfo Scilingo, attualmente agli arresti per ordine del Giudice Garzon, dopo aver confessato la partecipazione ai voli della morte, sia processato in Spagna.
Sono passi importanti, che accompagnano il momento storico che in Argentina persegue l’annullamento delle amnistie, votato dal Parlamento e fortemente voluto dal Presidente Kirchner. Ma il Vice Presidente della Commissione Esteri del Senato, Franco Danieli rileva che il governo Berlusconi non ha ancora dato segni di partecipazione a questo processo riguardante cittadini italiani, mentre ci si aspetta che si costituisca parte civile, così come fece il governo di centrosinistra che per la sentenza del 2000.
Intanto a Roma, a Palazzo Valentini, si è aperta la mostra fotografica Archeologia dell’Assenza di Lucila Quieto. Figlia ella stessa di un “desaparecido”, la giovane ha realizzato una serie di opere in cui, sulle fotografie di giovani argentini, sono proiettate le immagini di loro parenti scomparsi durante la dittatura. Si sovrappone così il passato al presente, dandoci visivamente l’idea di ciò che avrebbe potuto essere. Nella percezione di ciò che non è stato, possiamo cogliere i vuoti che questo regime ha lasciato e non dimenticare.
Nel prologo del libro scritto da Vera Jarah Il silenzio infranto – il dramma dei desaparecidos italiani in Argentina, E. Sabato parla di “militanza della memoria”: è quello che immagini e parole rappresentano, affinché il passare del tempo, attenuando l’impatto emotivo, non cancelli o ridimensioni il crimine umano e l’insegnamento che per tutti ne deriva.
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angolo di soffitta
SONO FELICE!!!!!
GRAZIE LAURA
Il vento cambia..e spesso porta novità e belle emozioni..ora le sto vivendo..il caro vento mi ha fatto incontrare LAURA. GRAZIE VENTO!
Un nuovo oggetto in soffitta:il vostro!
Lasciatelo nella mailbox della mia memoria
Il baule della mia personalità
Nome: Giacomo
Data di nascita:31/10/81
Occhi: color nocciola
Capelli: castano-chiaro
Segni Particolari:cicatrice sulla sopracciglia destra(giochi da bambini)
Tatuaggio:se mio padre non mi minacciasse con l'estradizione(ehehe), vorrei un girasole sulla caviglia sinistra.
Piercing: mi piacerebbe..sopracciglia destra
Titolo di studio: Diploma Liceo Linguistico
Professione: Programmatore web
Profumo: Iceberg(quasi tutti)
Cibo prefertio: ITALIANO!
Fiore preferito: Girasole
Animale: OLIVER(il mio cocker spaniel)..praticamente quasi tutti(tranne le cavallette..bleh!)..
Attori preferiti: Sean Connery, Julia Roberts, Drew Barrimore, Will Smith, George Clooney, Michelle Pfifer,Al Pacino, Robert De Niro..etc.....
Canzone preferita: Vado a periodi..ma in questo periodo "Stare bene a metà"(Pino Daniele)
Gruppo Preferito: Dire Straits & Eric Clapton(ascolto di tutto tranne house & derivati)
Pittore preferito?: Caravaggio, Picasso, Van Gogh, Keith Haring, Matisse..
Poeta: Montale, Shakespeare, Emily Dickinson
Libro: "Due di due(A. De Carlo)", "Oceanomare(A.Baricco)","Narciso & Boccadoro(H.Hesse)","Il testamento di un poeta ebreo assassinato(E.Wiesel)","Il vecchio e il mare(H.Hemingway)"+ tutte le opere di O.Wilde,"Il piccolo principe(A.de SaintExupèry)","L'Amico ritrovato(F.Uhlman)",+ tutti di Banana Yoshimoto e Daniel Pennac.
Film: La Meglio Gioventu' L'attimo fuggente,Ritorno al futuro(tutti e 3), Star Wars..& much more.
Numero preferito: 7
Bevi?: Qualche birra con gli amici e vino(solo ai grandi eventi) e qualche liquore..limoncello
Fumi? Assolutamnte NO
Sentimento migliore:Amore (in tutte le sue sfaccettature)
Sentimento peggiore: Ipocrisia
Sei geloso? Non tantissimo...solo se me ne danno l'occasione!
Storia piu lunga: 2 anni (nella quale ho dato tutto me stesso..ma è finita un po'male!)
Storia che vorrei vivere fino alla fine dei miei giorni: LAURA!!!!
Futuro nome di tua figlia e figlio: Giulia, Ilaria,Chiara e Martina..Matteo, Alessio, Francesco.
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Miei cari bloggers..vi scrivo da qui!
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"Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde."(A.Baricco-Castelli di rabbia)
"L'acqua che passa tra i lunghi capelli veste il tuo viso di una pelle di parole lo sguardo è un canto e il tuo corpo un fiume che attraversa la città chiudendo le porte all'oblio salutato dagli uccelli vivi usctiti dalla mia bocca di poemi e di petali."(Tahar Ben Jelloun-Stelle velate-poesie 1966/1995)
"Il Sorriso"
-William Blake-
C'è un Sorriso d'Amore,
e c'è un Sorriso d'Inganno,
e c'è un Sorriso dei Sorrisi
in cui questi due Sorrisi si incontrano.
E c'è uno Sguardo d'Odio,
E c'è uno Sguardo di Disprezzo,
e c'è uno Sguardo degli Sguardi,
che tentate di scordare in vano;
perché si pianta nel profondo del Cuore,
e si pianta nel profondo della Schiena,
e nessun Sorriso che mai fu Sorriso,
ma un solo Sorriso soltanto,
che fra la Culla & la Tomba
si può Sorridere soltanto una volta;
ma, quando è Sorriso una volta,
"Se io potrò impedire"
-Emily Dickinson-
Se io potrò impedire
a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano-
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena-
o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano.
"Forse è che la vita
alle volte, ti gira in
in un modo che non c'è
proprio più niente da dire"
(A.Baricco-Seta)
"ALLA VITA"
(Nazim Hikmet)
La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.
La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero della vita.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.
"To find the true love
it takes a long time.
Time,patience and good luck;
but the day that you found it,
you are forever happy."
(Emily Dickinson)
"Superstiti"
(Raf- Pinelli - Papi)
Senza incontrare mai gli sguardi
parliamo a lungo dei tuoi sbagli
di storie in cui hai creduto
e foto che poi hai strappato
e di ferite aperte, di parole sempre le stesse,
dette ma svuotate, perciò dimenticate
Sai che c’è, c’è che prima o poi
ti accorgerai che,
ioS sono quello che hai voluto,
che da sempre hai cercato
Sono qui e adesso son venuto a prenderti
sono qui se non mi riconosci guardami
mi amavi già, lo capirai, non finirà mai
in una specie estinta noi,
unici due superstiti
Sai non voglio, non pretendo
cose che non mi vuoi dare
non so dire frasi fatte
per un letto da disfare che
poi non ti è rimasto niente,
é solo che io ero già nel tuo futuro,
nel passato nel presente
Sono qui per farti credere ai miracoli
sono qui per sovvertire i pronostici
l’amore è una marea, come distrugge crea
e tu non puoi respingermi,
lo sanno anche gli angeli
Sono qui e adesso son venuto a prenderti
sono qui se non mi riconosci guardami
mi amavi già, ora lo sai, non finirà mai
di una specie estinta noi,
unici due superstiti.